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La riflessione sul tema della città come catalizzatore di innovazione e di sviluppo proposta dalla Biennale di Rotterdam 2014 costituisce il punto di partenza per lo sviluppo della ricerca e delle riflessioni relative all'edizione 2016. Il tema proposto è "The Next Economy": l'intento è quello di investigare la relazione tra nuovi modelli socioeconomici e nuovi modelli di città, partendo dall'idea, ormai consolidata, che il modello di sviluppo economico, sociale ed urbano attuale non sia più sostenibile. Qual è quindi il ruolo della città in questa fase di transizione verso una nuova economia? Quale morfologia o quali morfologie urbane si generano? Qual è il ruolo del progettista e della progettazione urbana? Il documento di introduzione all'edizione 2016 offre quattro spunti di ricerca interessanti per cercare rispondere a queste domande e per strutturare la riflessione intorno al tema "The Next Economy".

IMPARARE_A_PROGETTARE_con_i_flussi_-_ottobre_2014.jpgSe dovessi rappresentare l'uomo del 2014, dopo aver visitato la Biennale di Rotterdam, disegnerei un uomo al centro di un cerchio chiuso in cui ruotano alberi, animali, edifici, acqua, macchine, ecc: l'uomo immerso nel ciclo dei flussi urbani di una città a zero emissioni.

La Biennale apre con un assunto di base: siamo entrati nell'era dell'Antropocene, cioè l'era geologica in cui l'uomo con le sue attività è in grado di influire sui processi naturali e geologici. Questo implica un ribaltamento dei punti di vista nell'ambito della progettazione urbanistica e territoriale. Le attività umane e il sistema infrastrutturale che le supporta non vanno più intesi come mezzi per il soddisfacimento dei bisogni umani attraverso lo sfruttamento delle risorse a disposizione, ma diventano parte integrante dei cicli della natura, e sono quindi da intendersi come anelli del metabolismo globale di risorse ed energia. 

antropocene IABR 2014

“Siamo entrati nella nuova era dell’Antropocene, l’era degli umani. Ci sono tutte le ragioni per dare questo nome all’attuale periodo basato sull'enorme impatto delle attività umane sia sulla biosfera che sull'atmosfera. Questa influenza è così grande che può essere paragonata all'impatto degli asteroidi o alle grandi eruzioni vulcaniche” questa è la tesi del premio Nobel olandese Paul Crutzen, sviluppata nel 2000 con l'ecologo Eugene Stoermer, che fa da filo conduttore alla Biennale di architettura di Rotterdam IABR-2014 - “Urban by nature”, curata da Dirk Sijmons.  L’impostazione di Sijmons è importante perché il riferimento all’Antropocene riconduce la progettazione ad una serie di forze guida ‘strutturanti’ che riguardano:

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Secondo un articolo del 16 ottobre scorso uscito sull'Economist, il settore della progettazione architettonica in Europa sta subendo una forte crisi, dovuta ad un rapido cambiamento del sistema costruttivo verso l'industrializzazione e standardizzazione, che richiedono un sempre minor servizio di progettazione su misura.
Ci colleghiamo a questo spunto per pubblicare una serie di post sul rinnovo della progettazione, nati dalle attività del corso "Intelligent School Design". La nostra idea è di ripensare la progettazione sulla base delle nuove regole della connettività e della sostenibilità. La riflessione inizia con lo studio delle forze guida del progetto sostenibile ed è accompagnata dalla lettura di alcune esperienze internazionali: la Biennale di Rotterdam 2014 "Urban by nature" e la Biennale di Venezia 2014 "Fundamentals", e dalla partecipazione al "Workshop on Design in Civil and Environmental Engineering" tenuto alla DTU di Copenhagen (agosto 2014) e al convegno Klimahouse di Bari (ottobre 2014).

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Il workshop del 31 maggio scorso  apre con il tema "Aspetti innovativi della progettazione delle scuole" e ha l'obiettivo di ampliare l'idea di scuola oltre quella legata al sistema di istruzione obbligatoria.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere vari ospiti di cui riporterò i punti chiave degli interventi. Potrete trovare le loro presentazioni alla pagina Slideshare (http://www.slideshare.net/vod_group).
 
Dott. Marco Guerra, Confindustria Assodidattica - ­Il prodotto di arredo per le scuole si è evoluto sulla spinta di alcune forze guida fondamentali: la crescente comprensione delle capacità cognitive dei bambini grazie allo sviluppo delle neuroscienze, l'aumento delle performance tecnologiche ed energetiche dei materiali, l'evoluzione dello studio della relazione tra pedagogia e forma dello spazio. Questi progressi portano alla concezione di uno spazio scolastico aperto e integrato con l'ambiente esterno. Il principio guida è l'accoglienza.

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Regole dello spazio

I cambiamenti della società e della tecnologia sono accompagnati da cambiamenti dei modelli di apprendimento e delle forme del sapere, sono e seguiti dal cambiamento dello spazio dell’apprendimento e dell’architettura [i].
I passaggi storici della trasformazione in Italia passano anche dalla organizzazione degli edifici scolastici e - con una visione più attenta – si possono distinguere anche i segnali della organizzazione della società che verrà.
Guardando all’evoluzione della scuola Italiana si possono sintetizzare sei modelli, ognuno dei quali rappresenta un frammento di contesto culturale, di modello didattico e di soluzioni spaziali, mediamente coerenti fra loro.

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At the end of May opens the Rotterdam Architecture Biennale, the group of the master course Intelligent School Design will participate, stay connected to follow our trip!
 
The Rotterdam Architecture Biennale this year is titled "Urban by Nature" and tells about the hybrid relationship that has formed between human systems, cities, and natural systems, ecosystems.
 
"We do not set nature outside man and society; instead we examine our own nature in all its manifestations.
For has the city not become our natural state, our habitat and our ecology all rolled up in one? We seem to be inclined to construct complex structures we call cities. Have humans perhaps become urban by nature?" (An introduction to Urban By Nature, http://iabr.nl/)

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Agenda operativa BKC (Bassano Knowledge City) di Nicola Preti e Giacomo Tomasini
Questo post prosegue quanto precedentemente scritto in “Affrontare felicemente le innovazioni” http://www.vodblogsite.org/indice-blog/549-affrontare-felicemente-le-innovazioni.html
"Ricombinare l’educazione della scuola all’interno della città: rigenerare l’ecosistema dell’apprendimento perché il futuro non è un punto fisso, ma va creato."
"Una esplosione di innovazioni sta trasformando il modo in cui pensiamo l’apprendimento e di come organizziamo il talento.
Le esperienze di apprendimento hanno disaggregato la scuola così come la conosciamo.
Le relazioni strettamente legate ai flussi di risorse che sono utilizzate per fornire istruzione e fornire lo sviluppo professionale si stanno dissolvendo.