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Il corso Intelligent School Design delinea un modello di progettazione della scuola contemporanea sulla base del ragionamento dell'aumento di memoria avvenuto grazie all'evoluzione delle tecnologie legate al sapere, che hanno permesso alla scuola di passare dallo spazio esclusivamente fisico, simboleggiato dal banco, al connubio con lo spazio delle relazioni immateriali che avvengono sulla nuvola.
Questo ragionamento di base dà vita a una rappresentazione dei modelli di spazio e di didattica che guidano la progettazione della scuola contemporanea e che possono essere letti rispetto alle seguenti forze guida: l'evoluzione degli strumenti di progettazione; l'amplificazione delle funzioni sociali della scuola; lo sviluppo delle capacità cognitive. Il momento di partenza di questi racconti è il passaggio da una impostazione pedagogica di tipo meccanico e impositivo a una costruttivista, che può corrispondere circa alla metà del secolo scorso.

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Questo pezzo descrive i ragionamenti di base sulla relazione sapere/scuola/città che guidano l'agenda progettuale di Andrea Pennisi, Francesco Zanon, Diletta Bellina e Beatrice Rizzo, elaborata durante il corso Intelligent School Design 2014
Il modello futuro di organizzazione [i] dell’apprendimento non è più basato solo sulla struttura della classe e non dura il tempo della scuola. I contenuti dell’apprendimento quindi non riguardano più solo la acquisizione di nozioni in modo cumulativo ma riguardano la loro condivisione e la conseguente formazione di una nuova base comune, l’interpretazione in modo creativo per la definizione di nuovi prodotti e progetti.
Ne consegue che i luoghi dedicati all’apprendimento si disperdono nella città che è il nuovo luogo dell’apprendimento.

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Come gestire l'illimitatezza della creatività che ci è aperta dalle nuove tecnologie nel mondo del sapere?
Come organizzare la scuola, spazio del sapere globale?
Come calare la scuola nella città aumentandone la  resilienza e l'inclusione?
Ne abbiamo parlato via Skype con la Prof. Dianora Bardi, Vice Presidente del Centro Studi ImparaDigitale, ma, prima di tutto, insegnante al liceo scientifico “F.Lussana" di Bergamo.
L'ingresso del computer e della rete nella scuola è stato caotico e piuttosto spontaneo. La prima ondata ha visto riversarsi l'interesse sulla questione tecnica (quali sistemi operativi, quali macchine, ecc.), provocando generalmente un rifiuto nel mondo degli insegnanti a causa della loro scarsa competenza sul campo. L'attenzione è caduta poi sui mezzi, l'e-book come nucleo della cultura connessa,  e infine sugli arredi, l'aula come spazio super attrezzato per la connessione, con l'esito di produrre esperimenti molto evoluti ma incapaci di influire sostanzialmente nella didattica.

esplosione.jpgAi workshop del corso Intelligent School Design tenuti a Bassano del Grappa il 3 e il 17 maggio abbiamo affrontato il tema della progettazione di scuole nel passaggio epocale del sapere dallo spazio della mente umana (formato dall'edificio scolastico e dai libri) allo spazio della mente accresciuta (cloud).

Questo modifica profondamente l'organizzazione della didattica e dello spazio, perché lo studente deve imparare a relazionarsi con molte nuove fonti del sapere oltre all'insegnante, rendendo necessario un tipo di pedagogia costruttivista, in cui lo studente, in base ai propri bisogni e preferenze, organizza il proprio processo di apprendimento su misura.  La scuola si apre a un numero crescente di attività didattiche e di conseguenza a un'alta varietà di assetti spaziali, che non corrispondono più alla tradizionale classe (nel modello italiano) con i banchi in fila e la cattedra in testa.

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Questo pezzo nasce dal brainstorming via Skype tra Giacomo Tomasini, Giuseppe Longhi, Linda Comerlati e Nicola Preti.
Il progetto BKC (Bassano Knowledge City) si sta evolvendo assieme alla sua agenda. Gli scopi dichiarati sono il decoupling (http://issuu.com/vod_group/docs/vod_article_15_lc) come rinnovo del sistema di produzione e delle infrastrutture urbane, cogliendo le innovazioni “distruttive” come nuove opportunità.
Il modello di progettazione è un sistema di apprendimento coerente con le politiche europee che ha l'obiettivo di aumentare il tasso di creatività attraverso l'individuazione dei luoghi della “città creativa”.

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Riporto la traduzione di un pezzo tratto da Volume Magazine che parla della "Fabbrica del Valore", un padiglione espositivo allestito durante la Biennale Di Shenzen 2013 all'interno di una fabbrica del vetro dismessa. L'esposizione propone un nuovo concetto di valore: al posto di quello basato sulla produzione di beni materiali si passa al valore delle idee e dell'innovazione continua. Il pezzo riassume le regole che hanno guidato il progetto di riutilizzo della vecchia fabbrica dismessa per creare un nuovo motore di sviluppo per Shenzen. Una possibile traccia per riprogettare i luoghi dismessi di Bassano.

"I passi per la costruzione di una Fabbrica Del Valore"

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Il Quadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013, facendo riferimento alla Conferenza di Lisbona parla del sapere come il motore fondamentale per lo sviluppo e ci avverte che il livello del capitale umano, della popolazione adulta e dei giovani, è insufficiente per rispondere alle richieste del mercato del lavoro soprattutto per quanto riguarda i processi produttivi più avanzati. Questo si traduce in basso livello qualitativo delle imprese che perdono in competitività e capacità di rinnovo.

Come risposta per un rinnovato modello di sviluppo pone 10 priorità:

1. Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane. Si vuole migliorare la qualità dell’istruzione, formazione e lavoro e l’integrazione con il mondo del lavoro per creare integrazione sociale e l’occupabilità. Per fare ciò si deve pensare all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, creare e connettere le reti universitarie, con centri di ricerca, imprese e PA.

2. Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività. Significa investire in ricerca e sviluppo, connettere centri di ricerca con le imprese, sviluppare e implementare le ICT.

3. Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale. Inserimento ed integrazione di soggetti svantaggiati nelle realtà lavorative. Dotarli delle possibilità di accrescere le proprie abilità e svilupparne di nuove grazie alle tecnologie digitali.


1365429_Architectural_Review_CMYK2.jpgRiportiamo la proposta di agenda progettuale di Andrea Pennisi e Francesco Zanon elaborata durante il corso Intelligent School Design 2014.

Gli argomenti che proponiamo, rappresentati nella mappa mentale in basso, esplorano le potenzialità dello sviluppo della leadership degli Ordini degli Architetti in un contesto professionale caratterizzato da alta disoccupazione e sotto occupazione. L’obbligo formativo investe gli Ordini degli Architetti di un alto saggio di innovazione, che spinge ad azioni e programmi di LLL atti a contenere il problema dis-occupazionale e ad acquisire le migliori capacità grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Potenzialità 1: opportunità comunitarie
La ricostruzione del reticolo di opportunità comunitarie, e la ricalibratura in relazione alle  reali potenzialità lavorative dei singoli ordini, porta alla costruzione di una piattaforma multisettoriale e alla connessione con le piattaforme esistenti in UE. L’operazione fondamentale è riconducibile ad un’alta comprensione delle logiche, dei modelli organizzativi e delle opportunità comunitarie.
In particolare l’azione è finalizzata a:
- definire le potenzialità della Regione e di ciascuna provincia veneta rispetto al quadro comunitario;
- avviare un sistema di piattaforme collegate alle piattaforme simili presenti in UE. Questa azione è essenziale al fine della partecipazione alle gare ed essenziale per poter sviluppare una politica di alleanze.
 
Questa fase si affronta con il coordinamento dei soggetti attivi presenti negli Ordini che individuano e attivano i soggetti locali da coinvolgere - dalle associazioni di categoria al sistema di relazioni regionali con Bruxelles – ed è mira al co-finanziamento UE per le attività di coordinamento.