Progettare il Sapere
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Il Quadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013, facendo riferimento alla Conferenza di Lisbona parla del sapere come il motore fondamentale per lo sviluppo e ci avverte che il livello del capitale umano, della popolazione adulta e dei giovani, è insufficiente per rispondere alle richieste del mercato del lavoro soprattutto per quanto riguarda i processi produttivi più avanzati. Questo si traduce in basso livello qualitativo delle imprese che perdono in competitività e capacità di rinnovo.

Come risposta per un rinnovato modello di sviluppo pone 10 priorità:

1. Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane. Si vuole migliorare la qualità dell’istruzione, formazione e lavoro e l’integrazione con il mondo del lavoro per creare integrazione sociale e l’occupabilità. Per fare ciò si deve pensare all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, creare e connettere le reti universitarie, con centri di ricerca, imprese e PA.

2. Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività. Significa investire in ricerca e sviluppo, connettere centri di ricerca con le imprese, sviluppare e implementare le ICT.

3. Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale. Inserimento ed integrazione di soggetti svantaggiati nelle realtà lavorative. Dotarli delle possibilità di accrescere le proprie abilità e svilupparne di nuove grazie alle tecnologie digitali.

4. Energia e ambiente: uso sostenibile ed efficiente delle risorse per lo sviluppo.

5. Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo.

6. Reti e collegamenti per la mobilità.

7. Competitività dei sistemi produttivi e occupazione.

8. Competitività e attrattività delle città e dei sistemi urbani.

9. Apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi e risorse.

10. Governance, capacità istituzionali e mercati concorrenziali.

Per il raggiungimento di questi obiettivi l’Italia usufruisce di fondi europei, dal Fondo Sociale Europeo (FSE) per interventi a favore della crescita del capitale umano e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per interventi infrastrutturali per l’adeguamento qualitativo degli edifici scolastici.

Da un punto di vista normativo, “Il palinsesto istituzionale e normativo per la progettazione di qualità”, di cui il D.M dell’11/4/2013 si delineano le regole della progettazione dello spazio fisico integrandolo con quello immateriale. Il Piano Nazionale Scuola Digitate si concentra sul secondo aspetto, quelle delle tecnologie ICT ed editoria digitale. Lo spazio fisico diventa anche spazio interattivo, ubiquo e connesso. Il Piano digitale prevede la diffusione capillare della Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) nella didattica in classe, creazione di Classi 2.0, in cui sia diffuso e costante l’utilizzo di tecnologie digitali come strumento di apprendimento accompagnato dall’Editoria Digitale Scolastica, contenuti digitali in grado di sviluppare le capacità cognitive in maniera creativa e flessibile.

I ruoli cambiano rispetto al modello tradizionale di scuola, gli insegnanti diventano studenti e gli studenti diventano insegnanti, e ognuno apprende attraverso la conversazione e lo scambio reciproco. La classica gerarchia viene meno. Lo studente ricerca autonomamente le informazioni, le elabora, le arricchisce e le condivide con gli altri, a loro volta l’insegnante e gli studenti rielaborano il tutto e interagiscono creando un ciclo virtuoso di collaborazione all’apprendimento, al gioco (curiosità, creatività) e al lavoro. Questo scambio non si circoscrive solo all’ambiente della classe, ma diventa parte di un networking aperto 24/24h e a tutti i portatori di interesse.

Si va a delineare un modello istituzionale che va incontro ai cambiamenti richiesti dall’Europa, che vede una scuola flessibile, interdisciplinare, creativa e iperconnessa ad alto valore aggiunto, che possa fungere da incubatore del sapere, che sviluppi le abilità e le capacità per affrontare i cambiamenti, capace di garantire il migliore livello di apprendimento, collaborazione ed integrazione sociale.

Bibliografia:

- 2007, Ministero dello Sviluppo Economico, Quadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007- 2013

- Dal banco alla nuvola. Materiali per la progettazione di qualità della scuola

- D.M 11/4/2013

- Piano Nazionale Scuola Digitate

- http://2cents.onlearning.us/?p=909

Fonte dell'immagine: http://2cents.onlearning.us/?p=909

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#Intelligent School Design 2014