Progettare il Sapere
facebook ico   issuu ico   slideshare ico   linkedin ico   youtube ico  

Search Our Site

Star_trek_classroom-Cmap-nicola_sartori.jpg

Perché il tema della scuola è centrale?
Come abbiamo visto ci troviamo a far fronte a una crisi economica, sociale ed ambientale. Per far fronte a tutto ciò il modello tradizionale di pensare ed agire (problem solving) necessita di un’evoluzione.
Il cambiamento deve partire dalle fondamenta della nostre istituzioni. Il sistema scolastico deve essere riformato per preparare le generazioni future ad affrontare realtà sempre più competitive, imprevedibili e mutevoli. Questo è quello che sta già succedendo nel mondo del lavoro, per cui chi acquisirà le giuste conoscenze e abilità avrà maggior possibilità di integrarsi in modelli vincenti.
 
Modello scolastico tradizionale
È basato sul concetto dell’aula. Ma l’aula è obsoleta, un sistema fallito, un relitto dell’epoca industriale che richiede tanta forza lavoro e poche capacità.
Il presente/futuro modello scolastico
  • Serve un modello di educazione personalizzato che coltivi le capacità per cui ogni studente è portato. La forma segue la funzione, quindi se si richiede alte capacità creative e flessibilità mentale, lo spazio dovrà essere flessibile, comodo, formale/informale e di qualità. L’aula avrà un ruolo limitato e piuttosto sarà studiata perché diventi uno spazio inglobato in altri a seconda delle necessità. La luce naturale, l’aerazione, l’apertura a spazi esterni e interni, la commistione delle funzioni, gli arredi mobili, pareti trasparenti e mobili, diventano cardini per la progettazione dello spazio flessibile.
  • Incoraggiare l’apprendere attraverso rapporti informali tra alunni e insegnanti, in spazi informali.
  • Non è più l’insegnante ad essere di fronte agli studenti ma è l’alunno che occupa lo spazio centrale dell’aula. L’insegnante segue, guida, suggerisce, e non è più un mero impartitore di nozioni. L’insegnamento deve diventare interdisciplinare, quindi gli insegnanti devono imparare a collaborare tra loro per seguire gruppi di studenti (4-5 insegnati per 100-150 studenti). Il lavoro collaborativo si apprende già dalla scuola. Si è una comunità.
  • Deve essere garantita la piena connettività e il computer deve diventare di uso diffuso e comune, come la matita. L’apprendimento va oltre l’edificio, è globale, diffuso e sempre disponibile. Si passa dall’apprendere faccia a faccia al Web 2.0.
  • Gli insegnanti devono osare, credere, investire e rischiare. Devono lavorare come dei manager, continuare a formarsi ed apprendere a loro volta. Essere in contatto con la realtà lavorativa e i suoi attori per saper leggere l’onda del cambiamento.
  • La tecnologia e la connettività ci permettono di apprendere ogni secondo della nostra vita, quando camminiamo, parliamo discutiamo etc. Grazie alla digitalizzazione e incorporazione della realtà fisica in un database informatico, possiamo avere informazioni in tempo reale sulle cose che ci circondano. Apprendiamo attraverso un flusso continuo di informazioni, in modo informale e soprattutto spontaneo e naturale spinti dalla curiosità senza aver bisogno di nessun insegnante. Avviene sostanzialmente un passo verso un nuovo modello di apprendimento.
  • Il modello dell’apprendere in luoghi definiti “scuole, università etc” forse verrà sostituito dall’apprendimento on-line. Comunque sia è una realtà viva e che cresce sempre di più: oggi le iscrizioni on-line superano di gran lunga quelle agli istituti scolastici. L’educazione viene democratizzata.
  • La qualità dell’insegnamento, passa attraverso un sostegno finanziario da parte della pubblica amministrazione, dal ruolo degli insegnanti e dal coinvolgimento e partecipazione dei genitori alla vita scolastica dei figli.
  • La creatività è il carattere fondamentale che deve essere stimolato negli studenti. La scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (STEM) non possono fare a meno della creatività per sviluppare innovazione.
  • Bisogna definire la creatività, perché è utilizzata spesso con significato astratto. Poiché lo sviluppo passa attraverso l’innovazione tecnologica possiamo definire la creatività come imprenditorialità, vista come capacità di lettura del cambiamento, comunicazione, comprendente tutta la sfera visuale, e media literacy, cioè capacità di leggere e codificare il linguaggio cibernetico, capace di unire le media arts con la tecnologia.
 
intelligent_school_design_tsunami_low.png#Intelligent School Design 2014