Progettare il Sapere
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The_Thinker_Musee_Rodin.jpgCi sono delle cose così ovvie, così da sempre presenti nella nostra vita che sono date per scontate e che, quando ci si trova per caso a rifletterci, si ha a volte l’opportunità di scoprire delle cose interessanti. Quando ho iniziato a interrogarmi per la prima volta, su quali siano i fattori che concorrono al trasferimento e alla diffusione del sapere, non potevo immaginare che sarebbe stata una di quelle.

Come cambia il modo di trasferire il sapere e la conoscenza? E di conseguenza, come cambia ed è cambiato nel tempo il modo di apprendere ed in base a cosa?

Sentendomi abbastanza legata ad un’impostazione scolastica tradizionale, basata sulla mia esperienza degli anni ’90, riconosco di non aver mai considerato le nuove potenzialità che la tecnologia può portare nell’istruzione, criticando spesso invece, la facilità con cui per gli studenti di oggi, ogni informazione e ricerca sia “facile e a portata di mano”, convinta che in questo modo, si rendesse inferiore la qualità di apprendimento. Con il desiderio di capirne di più, ho iniziato a chiedermi quali siano state le tappe significative che hanno portato a queste nuove possibilità, perché credo che per cambiare (mentalità), sia necessario aver ben presente come si è arrivati fin qui.

Come ogni attività umana, l’istruzione risente dell’influenza dei mezzi che si hanno a disposizione per comunicare, mentre la sua velocità e modalità di diffusione, di quella dei mezzi di comunicazione stessi e delle scoperte tecnologiche.

Considerando che il primo mezzo per diffondere il sapere è stato l’intuizione di lasciare traccia delle proprie conoscenze, ho deciso a questo punto di costruire una linea del tempo, basata sulle diverse tecnologie a presenti nelle varie epoche, comprendendo quelle relative alla scrittura e ai trasporti e cercando di ricostruire a grandi linee il tipo di rapporto che si poteva avere con la cultura, il suo grado di accessibilità, la sua rapidità di diffusione e le innovazioni tecnologiche che hanno decisamente portato un miglioramento ed un’accelerazione nei processi di apprendimento e nella loro divulgazione.

Partendo dalla cultura primitiva dei graffiti, passando dalla tradizione orale, alla diffusione della carta, fino all’invenzione della stampa e del computer, arrivando infine alle nuove possibilità della rete, ho individuato due parallelismi:

  1. La diffusione della cultura cresce all’aumentare della velocità, intesa come rapidità di scrittura (che dipende a sua volta dal tipo di tecnologia a disposizione) e capacità di “trasportare” il sapere, siano i mezzi in questione segnali di fumo, messaggeri a cavallo, posta aerea o internet;

  2. Wikipedia è il nostro Omero. Questa forte affermazione, è scaturita considerando una teoria che vuole Omero come figura rappresentativa della categoria dei “cantastorie” e quindi di un gruppo di persone (gli aedi), che possedevano ed erano in grado di diffondere il sapere a chi li cercasse e fosse disposto ad ascoltarli. Probabilmente queste persone potevano anche essere interrogate su argomenti specifici, a             seconda degli interessi degli uditori ed erano quindi una sorta di “enciclopedia ambulante”, per quanto circoscritta potesse comunque essere la loro conoscenza. Wikipedia funziona allo stesso modo: è creata da persone che mettono a disposizione il proprio sapere e ciascuno di noi è libero di interrogarla a suo piacimento, seguendo l’onda delle proprie curiosità. A distanza di migliaia di anni si ritorna ad una modalità collettiva di apprendimento, che può essere ora interattiva e mutevole.

Da ciò, diventano gigantescamente evidenti le potenzialità dell’uso delle nuove tecnologie nell’ambito della diffusione del sapere ed in primis nelle scuole: bastava fermarsi a riflettere e cambiare prospettiva, realizzando finalmente quanto la rete sia costantemente presente nella nostra realtà  ma non nelle scuole e cercando di immaginare come potrà essere imparare nel futuro. Credo che questa sia la maggiore difficoltà: pensare a nuove modalità di insegnamento, svincolandosi dagli stereotipi della tradizione, rivoluzionando finalmente anche il modo di apprendere: mai come ora, quello che abbiamo, non è al passo con i tempi.

Fonte dell'immagine: Il pensatore 1904 A.Rodin, Wikipedia

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