Progettare il Sapere
facebook ico   issuu ico   slideshare ico   linkedin ico   youtube ico  

Search Our Site

imagemap2.jpg

La crisi

Una recente conversazione con un dirigente di un comune veneto responsabile della edilizia scolastica mi suggerisce delle riflessioni sul tema cambiamenti urbani e sapere.

“Noi non abbiamo bisogno di Strumenti per la progettazione delle scuole, abbiamo bisogno di soldi per riparare le grondaie”. Insisto – ingenuo e sognante - che mi pare opportuno che il Comune definisca i propri obiettivi e, come ogni committente, abbia le idee chiare sulle caratteristiche che deve avere il progetto che gli realizza l’architetto... ma lui: “noi svolgiamo la progettazione all’interno del comune e rispettiamo le leggi che ci sono... poi se ci rivolgiamo ad un professionista è lui che risponde di quello che fa e di come lo fa. Noi facciamo quello che dice la legge!”.

Pur essendomi evidente la necessità di rispondere alle normative, fatico ad immaginare che l’innovazione della scuola (obiettivo che solo in questa sede do per assodato) possa esplodere da quell’ufficio.

Generalizzando, deduco quindi i momenti critici del sapere:

  • Il funzionario pubblico saprebbe cosa fare ma ha le mani legate: sindrome del re Vittorio Emanuele III.
  • La pressione sul progetto non è politica ma economica e finanziaria: si fa quel che si può.
  • Il rinnovamento tecnologico non influenza le priorità del progetto: le grondaie perdono.
  • La rigenerazione urbana è legata esclusivamente alla salute del patrimonio fisico: maledetti architetti!

L’avventura

Leggo che un’insegnante partecipa ad un corso di formazione dedicato all’organizzazione degli spazi scolastici. Quando torna a casa, si catapulta dai colleghi: “Siete disposte a cambiare approccio, a studiare, a mettervi in gioco? Le maestre si appassionano agli argomenti e danno indicazioni precise al Comune per la costruzione e l’arredamento della aule, etc… Così partì la nostra avventura[i]”.

Quali sono le innovazioni che influenzano i cambiamenti urbani e il sapere?

  • Il cambiamento non è guidato dalla politica, ma dalla comunità e dai movimenti sociali che hanno però il limite di essere scoordinati e non interconnessi.
  • La trasformazione della scuola deve essere anche psicologica e culturale, e si deve investire su questi come sull’assetto fisico.
  • La progettazione dell'ambiente di apprendimento svolge un ruolo fondamentale sia sui risultati degli studenti che sull'innovazione educativa.
  • La comprensione del design è un elemento estremamente prezioso nelle mani di un educatore.
  • Il ruolo del pubblico è diffondere i servizi urbani e soprattutto riorganizzare l’educazione per trasformare la città in una “macchina di emancipazione”[ii].

Il cambiamento

Maria Montessori dal 1913 suggerisce la via alla disciplina e alle regole a cui si devono attenere il funzionario e l’architetto, suggerendo che “il nostro scopo è di disciplinare all’attività, al lavoro, al bene; non all’immobilità alla passività, all’obbedienza. Una sala [spazio fisico, il mio lavoro!] in cui tutti i bambini si muovessero utilmente, intelligentemente e volontariamente senza fare alcuno sgarbo, sembrerebbe molto ben disciplinata[iii]”.

Questi possono essere dei presupposti per disciplinare il progetto alle regole mentre il problema di ristrettezza economica contingente (la grondaia) potrebbe essere affrontato con l’ausilio delle statistiche che concordi affermano che “in tempo di crisi sono alte le domande di servizi di formazione; in periodo di crisi aumenta la domanda di formazione per rigenerarsi professionalmente”[iv].

Che quindi il progetto del sapere ed i suoi spazi fisici possano essere la chiave di volta per uscire dalla crisi non è solo il contenuto freddo del programma europeo Horizon 2020, ma vista la complessità della situazione si può suggerire che:

  • il progetto sia sottoposto a continui processi valutativi sin dalle fase di ideazione, in questo modo esso non rimane immobile ma è influenzato dagli apporti successivi delle valutazioni dei portatori di interesse: non è mai da solo.
  • il progetto costituisce una fase cruciale di coordinamento di scelte e non un impositore: è attento e ascolta;
  • il progetto ha una memoria e una capacità accresciute dalla cibernetica, per questo opera attraverso data base disponibili grazie al supporto della pubblica amministrazione: è di supporto al cliente;
  • dispone di nuove infrastrutture: lavora con cloud, piattaforme condivise, internet di nuova generazione;
  • utilizza nuove metriche per valutare l’efficacia dei progetti, per misurare i livelli di dematerializzazione, coesione, resilienza, benessere e ricchezza.

Questi cambiamenti, a volte tacciati di visionarietà nel mio ambiente, avvengono e si manifestano con la formazione di numerose piattaforme (tipo Amsterdam Institute for Advanced Metropolotan Studies[v], Barcellona City Protocol[vi]) che definiscono nuovi protocolli di progettazione, adeguati al progresso tecnologico e agli standard internazionali imposti dalle conferenze sull’ambiente. Esse hanno un fine sia sociale sia commerciale. Sociale perché ispirano una nuova geografia collaborativa fra città, basata sulla sinergia fra dimensione della popolazione e qualità delle strutture destinate alla conoscenza. Questo binomio è oggi il più forte attrattore di nuove imprese. Commerciale, perché dall’accettazione degli standard da parte di un alto numero di città derivano nuovi mercati per le imprese. Le piattaforme hanno dunque una duplice veste: collaborativa e competitiva.

La crisi finanziaria nasce dalla crisi delle idee e richiede la trasformazione del nostro atteggiamento di progettisti e di funzionari. Sono fiducioso.

[i] Senza cattedra, senza voti, senza zaino: Ecco la scuola rivoluzionaria che già esiste in Italia. Ecco com’è e dov’è, Retenews24
[ii] Giuseppe Longhi
[iii] Maria Montessori, Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei Bambini, Roma 1913, in Educare alla Libertà, Oscar Mondadori, Milano 2008.
[iv] The Case For Online Post Secondary Education In the 21st Century, By: David Frederick, M.B.A., Principal Consultant & CEO

Fonte dell'immagine: Cambiamenti sotto i nostri piedi, http://www.worldmapper.org/

#Intelligent School Design 2014intelligent_school_design_tsunami_low.png