Progettare il Sapere
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vodblogsite Gli spazi della menteCirca due anni fa si aprì un intenso percorso di lavoro sul tema della rigenerazione urbana sostenibile guidata dal sapere. Il caso di lavoro riguardava la regione metropolitana di Bassano del Grappa (Vicenza), interessante per la presenza di un bacino di risorse umane e produttive altamente imprenditoriale e attrezzato per lo sviluppo di una forte politica di innovazione urbana. Ad oggi il progetto si è consolidato in un'agenda di rinnovo urbano coerente con le indicazioni europee sulla città sostenibile e adeguata a dialogare con le strategie urbane delle maggiori città europee e globali.

vodblogsite Alla ricerca della scuola 2 0
Le scuole hanno una grande importanza a livello collettivo perché servono a formare le menti che saranno il futuro della nostra società che è profondamente cambiata. Questo cambiamento è un dato che non può non riguardare, e anzi riflettersi in maniera diretta, anche nell'ambito dell'apprendimento.
Gli stimoli informatici con cui veniamo continuamente bombardati permettono la formazione di infinite nuove passioni e l’afflusso di moltissime informazioni, senza permettere però una riflessione accurata su di esse. Si rende evidente quindi il rovescio della medaglia, l’uso di meno parole e di minori capacità di sostare e approfondire.

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Il workshop del 31 maggio scorso  apre con il tema "Aspetti innovativi della progettazione delle scuole" e ha l'obiettivo di ampliare l'idea di scuola oltre quella legata al sistema di istruzione obbligatoria.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere vari ospiti di cui riporterò i punti chiave degli interventi. Potrete trovare le loro presentazioni alla pagina Slideshare (http://www.slideshare.net/vod_group).
 
Dott. Marco Guerra, Confindustria Assodidattica - ­Il prodotto di arredo per le scuole si è evoluto sulla spinta di alcune forze guida fondamentali: la crescente comprensione delle capacità cognitive dei bambini grazie allo sviluppo delle neuroscienze, l'aumento delle performance tecnologiche ed energetiche dei materiali, l'evoluzione dello studio della relazione tra pedagogia e forma dello spazio. Questi progressi portano alla concezione di uno spazio scolastico aperto e integrato con l'ambiente esterno. Il principio guida è l'accoglienza.

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Regole dello spazio

I cambiamenti della società e della tecnologia sono accompagnati da cambiamenti dei modelli di apprendimento e delle forme del sapere, sono e seguiti dal cambiamento dello spazio dell’apprendimento e dell’architettura [i].
I passaggi storici della trasformazione in Italia passano anche dalla organizzazione degli edifici scolastici e - con una visione più attenta – si possono distinguere anche i segnali della organizzazione della società che verrà.
Guardando all’evoluzione della scuola Italiana si possono sintetizzare sei modelli, ognuno dei quali rappresenta un frammento di contesto culturale, di modello didattico e di soluzioni spaziali, mediamente coerenti fra loro.

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Il corso Intelligent School Design delinea un modello di progettazione della scuola contemporanea sulla base del ragionamento dell'aumento di memoria avvenuto grazie all'evoluzione delle tecnologie legate al sapere, che hanno permesso alla scuola di passare dallo spazio esclusivamente fisico, simboleggiato dal banco, al connubio con lo spazio delle relazioni immateriali che avvengono sulla nuvola.
Questo ragionamento di base dà vita a una rappresentazione dei modelli di spazio e di didattica che guidano la progettazione della scuola contemporanea e che possono essere letti rispetto alle seguenti forze guida: l'evoluzione degli strumenti di progettazione; l'amplificazione delle funzioni sociali della scuola; lo sviluppo delle capacità cognitive. Il momento di partenza di questi racconti è il passaggio da una impostazione pedagogica di tipo meccanico e impositivo a una costruttivista, che può corrispondere circa alla metà del secolo scorso.

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Questo pezzo descrive i ragionamenti di base sulla relazione sapere/scuola/città che guidano l'agenda progettuale di Andrea Pennisi, Francesco Zanon, Diletta Bellina e Beatrice Rizzo, elaborata durante il corso Intelligent School Design 2014
Il modello futuro di organizzazione [i] dell’apprendimento non è più basato solo sulla struttura della classe e non dura il tempo della scuola. I contenuti dell’apprendimento quindi non riguardano più solo la acquisizione di nozioni in modo cumulativo ma riguardano la loro condivisione e la conseguente formazione di una nuova base comune, l’interpretazione in modo creativo per la definizione di nuovi prodotti e progetti.
Ne consegue che i luoghi dedicati all’apprendimento si disperdono nella città che è il nuovo luogo dell’apprendimento.

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Come gestire l'illimitatezza della creatività che ci è aperta dalle nuove tecnologie nel mondo del sapere?
Come organizzare la scuola, spazio del sapere globale?
Come calare la scuola nella città aumentandone la  resilienza e l'inclusione?
Ne abbiamo parlato via Skype con la Prof. Dianora Bardi, Vice Presidente del Centro Studi ImparaDigitale, ma, prima di tutto, insegnante al liceo scientifico “F.Lussana" di Bergamo.
L'ingresso del computer e della rete nella scuola è stato caotico e piuttosto spontaneo. La prima ondata ha visto riversarsi l'interesse sulla questione tecnica (quali sistemi operativi, quali macchine, ecc.), provocando generalmente un rifiuto nel mondo degli insegnanti a causa della loro scarsa competenza sul campo. L'attenzione è caduta poi sui mezzi, l'e-book come nucleo della cultura connessa,  e infine sugli arredi, l'aula come spazio super attrezzato per la connessione, con l'esito di produrre esperimenti molto evoluti ma incapaci di influire sostanzialmente nella didattica.

esplosione.jpgAi workshop del corso Intelligent School Design tenuti a Bassano del Grappa il 3 e il 17 maggio abbiamo affrontato il tema della progettazione di scuole nel passaggio epocale del sapere dallo spazio della mente umana (formato dall'edificio scolastico e dai libri) allo spazio della mente accresciuta (cloud).

Questo modifica profondamente l'organizzazione della didattica e dello spazio, perché lo studente deve imparare a relazionarsi con molte nuove fonti del sapere oltre all'insegnante, rendendo necessario un tipo di pedagogia costruttivista, in cui lo studente, in base ai propri bisogni e preferenze, organizza il proprio processo di apprendimento su misura.  La scuola si apre a un numero crescente di attività didattiche e di conseguenza a un'alta varietà di assetti spaziali, che non corrispondono più alla tradizionale classe (nel modello italiano) con i banchi in fila e la cattedra in testa.