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La riflessione sul tema della città come catalizzatore di innovazione e di sviluppo proposta dalla Biennale di Rotterdam 2014 costituisce il punto di partenza per lo sviluppo della ricerca e delle riflessioni relative all'edizione 2016. Il tema proposto è "The Next Economy": l'intento è quello di investigare la relazione tra nuovi modelli socioeconomici e nuovi modelli di città, partendo dall'idea, ormai consolidata, che il modello di sviluppo economico, sociale ed urbano attuale non sia più sostenibile. Qual è quindi il ruolo della città in questa fase di transizione verso una nuova economia? Quale morfologia o quali morfologie urbane si generano? Qual è il ruolo del progettista e della progettazione urbana? Il documento di introduzione all'edizione 2016 offre quattro spunti di ricerca interessanti per cercare rispondere a queste domande e per strutturare la riflessione intorno al tema "The Next Economy".

1. “La Città come Piattaforma per la Produzione”. Viviamo nell'era digitale, e il concetto di produzione è cambiato: non è più legato alla modello industriale, ma al ruolo centrale della creatività e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. La produzione non è più limitata a grandi aree e regioni industriali, ma diventa inclusiva e capillare: organizzata in piattaforme, permette di condividere dati, informazioni, idee e di organizzare il lavoro in modo attento, efficiente, sostenibile in termini di tempo, consumo di materia, emissioni. È un'opportunità da cogliere per le piccole città e per le economie a scala locale, che in questo modo hanno la possibilità di diventare competitive ad una scala molto più ampia.

2. “La Città come Piattaforma per i Produttori”. Il modello della piattaforma introduce nuove opportunità non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale ed urbano. È un modello inclusivo e collaborativo: ogni cittadino può organizzare la propria partecipazione alla piattaforma, e contribuire in questo modo allo sviluppo della propria città. Il cittadino diventa così “Produttore”, di dati, di idee, di sviluppo, di qualità della vita.

3. “Il Metabolismo Urbano”. Il modello della piattaforma consente di lavorare sulla città come metabolismo, riprendendo la riflessione iniziata con la Biennale di Rotterdam 2014.

4. “Nuovi Modelli di Sviluppo Urbano”. È importante prestare attenzione al tipo di processi da innescare per la transizione verso una nuova economia ed una nuova città. Ancora una volta il modello della piattaforma suggerisce un'approccio di tipo inclusivo e collaborativo, che utilizza strumenti di partecipazione attiva come crowdfunding e growfunding.

Alcuni spunti di riflessione interessanti sono infine forniti dalle parole di Maarten Hajer, curatore dell'edizione 2016 della Biennale di Rotterdam. Essi riguardano il ruolo della progettazione urbana nella transizione verso una nuova economia ed una nuova città: “We don't need smart cities, but smart urbanism”, sostiene Hajer. La disponibilità di dati, l'inclusione e la condivisione di capacità, idee, esperienze diverse, in altre parole il modello organizzativo della piattaforma, sono fondamentali per lo sviluppo di uno “smart urbanism”. Questi elementi permettono di rimanere al passo con le trasformazioni (che significa soprattutto anticiparle) e consentono di prenderne parte in modo attivo, di diventare “Produttori” di sviluppo economico, sociale, urbano.