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Convegno: S.Marta ex-Cotonificio 10.1.2012

 

Mostra: Chiostro ex-Convento delle Terese 10.1.2012 – 23.01.2012

Mostra “AQUA, Dominio e Miti” risultato della Ricerca dell’U.E “MELIA” (Dialogo Mediterraneo sulla Gestione Integrata dell’Acqua)

Prodotta da: Museu d’Arqueologia de Catalunya-Barcelona, Edizione italiana a cura di Erich Roberto Trevisiol, Chiara Odolini, Ramòn Buxò Capdevila

La tappa di Venezia della mostra “AQUA, Dominio e Miti” è parte di un tour attraverso i Paesi  del Mediterraneo e dell’Europa continentale, della durata di due anni. La Mostra è supportata dal Catalogo (AQUA) in 5 lingue (Spagnolo, Catalano, Inglese, Francese ed Arabo).

La Mostra rivela le differenti espressioni dell’acqua e risponde a vari scopi.

Da un lato sviluppa la conoscenza, la razionalità e la sensibilizzazione sul concetto di acqua come risorsa oggetto di una pressione straordinaria, conseguenza dei processi indotti dall’attività umana. La Mostra invita a riflettere sul significato degli usi, dei miti e delle forme di gestione di questa risorsa nel bacino del Mediterraneo.

Dall’altro lato si propone di disseminare le conoscenze sviluppate dal Progetto MELIA riguardo le strategie ed i sistemi di pianificazione delle acque. Allo stesso tempo vuole contribuire allo sviluppo di una gestione sostenibile dell’acqua nel bacino del Mediterraneo.

La prossima tappa sarà dal 29 gennaio a fine febbraio 2012 a Bari, in occasione dell’ARLEM Plenari Session Conferente on “Desertification and Climate Change”, presso il C.N.R

I risultati della Ricerca-Progetto MELIA sono leggibili in: 

  • http://www.meliaproject.ru
  • Trovare in molti la Giusta Misura in un’epoca di post scarsità
  • Dr. Karl-Ludwig Schibel, Agenzia Utopie concrete, Città di Castello

 

Le dottrine e gli insegnamenti da Platone e Agostino fino a Bertrand Russel per una vita nel segno della giusta misura avevano poco significato per la stragrande maggioranza dell’umanità fino a qualche decennio fa. Salvo per pochissimi privilegiati, l’insegnante di tutti era la necessità.

Dove regna la scarsità, la giusta misura non è un tema. L’ascesa del modo industriale di produzione e il progresso della scienza e della tecnica hanno creato negli ultimi decenni nei paesi ricchi, e poi in quelli emergenti, una situazione di post-scarsità, oggi una realtà per un circa un miliardo di persone su questa terra. Tendenza in crescita.

La critica alla produzione di beni di massa e al consumismo è arrivata in passato come critica etica contro il vuoto di una vita che trova la sua soddisfazione nel possesso e come critica estetica contro la volgarità dei prodotti in circolazione. Con scarso successo, in parte per il carattere elitario della critica e la scarsa capacità comunicativa dei protagonisti, ma più che altro perché il consumare fu percepito come attività piacevole e gratificante e una potente industria pubblicitaria ha saputo sostenere e spingere questo sentimento.

La critica ecologica della società del consumo aggiunge negli ultimi decenni un’altra dimensione al discorso sulla giusta misura, quella dell’esaurimento delle risorse e ancora più minacciosa quella di un cattivo uso delle risorse più fondamentali per la vita, l’acqua e il suolo. Lo stile di vita delle società industriali occidentali ci sta portando – così l’argomento - rapidamente alla soglia dell’autodistruzione della specie, un processo che subirà un’ulteriore accelerazione con la rapida crescita della classe dei consumatori nei paesi emergenti.

Il compito è senza precedenti nella storia della specie: come potrebbe - non una piccola elite ma la massa dei consumatori - imbarcarsi in un percorso di evoluzione culturale verso uno stile di vita della giusta misura? Dove con giusta misura si intende che è tendenzialmente generalizzabile a tutta l’umanità. Una buona vita, soddisfacente, nel segno dell’abbondanza in un rapporto co-produttivo con la natura.

Il progresso tecnologico sotto forma della crescita dell’efficienza - fare di più con meno - ci dà una grande mano, ma mentre andiamo avanti diventa evidente che non è pensabile un semplice processo di sostituzione - usare l’energia da fonti rinnovabili invece di quelle fossili, le macchine elettriche invece di quelle a scoppio non funziona.

Cresce il riconoscimento dei confini ecologici e sociali della società moderna e l’attuale crisi certo li ha messi belli in evidenza, ma non sono ancora visibili i lineamenti di un’evoluzione culturale generale verso una società della giusta misura in equilibrio con la natura e con il proprio futuro.

 

Exauribles Natural resources

Martin Regelsberger

Increasingly we are facing what we tend to call crises, unprecedented droughts, devastating floods, the greatest ever oil spill. According to Social psychologist Prof. Harald Welzer what we are witnessing is much more, we are hitting solid boundaries of our globe.

The energy sector, relying on finite resources, first coined the expression of Peak Oil. We have arrived at witnessing Peak Everything, comprising fossil fuels, phosphate, key to food production, water, the essential resource next to oxygen, space itself. Additionally our emissions, climate active gases comprising CO2, CH4, N2O, endocrine disruptors, plastic disrupting the global marine food chain, increasingly appear everywhere, on land, in the air and in the water. World Overshoot Day, when we have used the resources of the running year, presently is in mid August.

You cannot solve problems with the same state of mind, which created them in the first place, said Einstein. No spin, of the type that we’ll emerge reinvigorated from the “crises”, will work. To deal with the situation we need a cultural revolution.

Martin Regelsberger is heading the department for sustainable water management at AEE INTEC, a private research institute in Austria. After years of implementing water, sanitation and health solutions for developing countries, he has participated with AEE INTEC at the development of sustainable water and sanitation concepts during the last 10 years, following a cradle to cradle approach to resource management and seeking the integration of water with other sectors in order to achieve overall optimisation of cultural practices.

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