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Il 21 ottobre si è avviato il Laboratorio di sostenibilità 3 della Laurea Magistrale in Architettura (Università IUAV Venezia). Gli studenti coordinati dal prof. Giuseppe Longhi svilupperanno il tema de “La strada nuova” proseguendo il percorso avviato nell’uguale Laboratorio dello scorso anno accademico e con il workshop internazionale ERASMUS Intensive Program. Queste esperienze hanno individuato una rinnovata connessione fra Venezia e l’Oriente nella “nuova via della seta”, in una piattaforma locale per dialogare con l’oriente, il nuovo fondaco di Portomarghera, ed in “atomi&bit” i materiali con cui sviluppare il progetto. Queste esperienze sono sintetizzate nel n° 84 del Giornale IUAV che potete scaricare nel post precedente di questo blog.

Perché la nuova via della seta
La riapertura nel 2010 della nuova via della seta per mare, ad opera di un consorzio coreano, destinata a collegare Busan (Corea del Sud) – Shangai - Hong Kong - Singapore - Colombo - Alessandria – Venezia ripropone un nuovo ruolo per il contesto veneziano e padano all’interno del grande sistema di corridoi destinati a strutturare le relazioni del continente Euro-Asiatico. Questi corridoi, oltre a quello navale sopra citato, comprendono la connessione ferroviaria fra Rotterdam e  Lyanyungan (Cina) ed il collegamento di telecomunicazioni a 20 Mb lungo lo stesso percorso.
Grazie alle nuove infrastrutture si delinea un nuovo spazio euro-asiatico, che invita a:

  • una profonda revisione della concezione di Europa nata con la rivoluzione industriale, proiettando in una dimensione euroasiatica le relazioni dell’UE. Questo implica la ri-valutazione degli spazi europei in base alle nuove opportunità offerte ai paesi balcanici e mediterranei;
  • confrontarci con le nuove morfologie delle megalopoli, che mettono in discussione le consolidate teorie e prassi delle città e metropoli europee;
  • rivedere la logistica urbana europea per far fronte alle nuove dimensioni delle relazioni (materiali ed immateriali) imposte dalla realtà asiatica.


L’esigenza di nuove piattaforme
Questo complesso sistema di nuove infrastrutture genera l’esigenza di definire i nodi o piattaforme capaci di gestire i grandi incontri di culture, merci, uomini, attivati dai nuovi percorsi.
Il progetto propone il sistema territoriale ex industriale di Portomarghera come una di queste piattaforme, luogo di rinnovo della cultura europea e di accoglienza della rinnovata creatività  tecnologica, artistica e culturale orientale.
Si propone un nuovo insediamento fisico  ispirato al modello dei fondaci, strutture multifunzionali capaci di integrare le esigenze delle diverse comunità ospiti. Emerge il segnale che solo con l’accoglienza e l’apertura al confronto si potranno rinnovare i declinanti contesti europei.
Il Laboratorio dello scorso anno ha sviluppato il primo fondaco: il fondaco della Cina, grazie anche ai contributi dei prof. Luca Cecchinato, Marco Ferrari, Vittorio Manfron, e dei tutor Maria Antonia Barucco, Elena Cecchetto, Elisabetta Lupo, Anna Omodeo, Andrea Pennisi e Raffaella Reitano.

La strada nuova

Con il lavoro iniziato quest’anno si vuole proporre un modello di strada capace di rappresentare l’avvio del cammino interattivo di Venezia verso l’Oriente. Il tema trae spunto dalla “strada nuovissima” che, grazie a Paolo Portoghesi diede il via alla prima Biennale di Architettura (1980). Con quella esperienza Portoghesi individuò nella strada l’elemento capace di sintetizzare la sinergia fra nuovi percorsi (quello di terra dell’Arsenale e di mare con il teatro del mondo di Aldo Rossi) e nuove culture.
Quest’anno riprendiamo quella felice intuizione, rinnovandola rispetto alle nuove opportunità e contraddizioni offerte dalle nuove tecnologie, dai limiti delle risorse e, soprattutto, dalla dimensione babelica delle relazioni.

La strada nuova: declinazioni
La strada nuovissima
AAVV, La presenza del passato (Catalogo della prima Biennale di Architettura, Venezia), Edizioni La Biennale di Venezia, Venezia, 1980

AAVV, La presenza del passato, in Controspazio, numero speciale dedicato alla prima mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, anno XII n° 1-6 1980, Edizioni Dedalo

La strada oggi
Hua Qiang Bei Road (Work ac.)

Wild West Side (Work.ac)
LANDmine competitions (selezione di progetti)
Chicago Eco-boulevard (Urbanlab)
Mille digital (MIT)
Tokyo fiber city
Wiki city (MIT)
Locast  (MIT)
Copenhagen 1947-2047 (BIG arch.)


Scenari
Foresight, Intelligent infrastructure futures: the scenarios 2055
Audi Urban Future Award: Building a vision for 2030

U-city
Senseable city
Songdo masterplan
Busan masterplan

Il corso propone una comunità (studenti, docenti, ecc..) compatta, collaborativa e creativa, ispirata ai temi dello sviluppo sostenibile.
Gli studenti, organizzati in 4 gruppi, sperimentano attivamente il modello della piattaforma collaborativa, proponendo  una serie di uscite tematiche su questo blog.

pdf IT 8,30 MB