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vodblogsite Milano metropoli

Il documento “Milano: metropoli reale, metropoli possibile” segna il passaggio da una pianificazione cogente ad una pianificazione aperta-partecipativa-generativa. 

In questa direzione l'alfabeto progettuale individuato nel documento è la prima tappa di un processo  di generazione di iniziative tese a promuovere forme di sviluppo metropolitano compatibili con la crescita delle risorse umane e la difesa delle risorse naturali. Gli obiettivi richiedono politiche collaborative in rete, quindi la promozione di piattaforme con altre aree metropolitane (nazionali e internazionali), ed attenzione agli obiettivi di sviluppo dati dalle Convenzioni internazionali sull'ambiente e sull'habitat.

 

Il progetto come processo dinamico

Questa premessa implica l'avvio di un processo articolato in:

- progettazione di una adeguata piattaforma con il ruolo di  'acceleratore', perché all'organizzazione aperta e partecipativa del processo progettuale corrisponda un'adeguata produzione di idee e di azioni condivise; 

- fusion con il PON metropoli e integrazione con le opportunità finanziarie, dal “quantitative easing” della BEI alle risorse private;

- individuazione di un limitato numero di azioni pilota capaci di trasformare le parole guida del documento in azioni, per inserire operativamente la metropoli milanese nel lavoro collaborativo fra metropoli e dare dimostrazione della capacità di riconversione in termini di sviluppo dei servizi abilitanti e dei settori economici abilitanti.

Le azioni pilota potrebbero essere:

- ripensare le infrastrutture abilitanti: una filiera attivata dal rinnovo del sapere;

- ripensare i settori economici abilitanti: l'impresa 4.0;

- ripensare l'ambiente: la rivalutazione delle risorse naturali e il loro ruolo per processi produttivi;

- una metropoli con una grande mente e un corpo sano: questo è un progetto di sintesi che fa un bilancio di una metropoli le cui capacità sono accresciute dai big data, tesa non a consumare ma a  produrre risorse, il cui valore fondamentale è lo sviluppo della coesione attraverso la crescita delle risorse umane.

Caratteristiche di massima del processo

L'organizzazione della piattaforma: la piattaforma deve essere in grado di attrarre nuove idee e soggetti, in sostanza di dilatare gli effetti del documento, grazie a una politica di sollecitazioni continue. Essa naturalmente si aggiunge ai tavoli settoriali fino ad oggi avviati.

La piattaforma va a costituire un ecosistema composto da sapere, cittadinanza e  connettività.

Piattaforma del sapere: il suo ruolo è 'aprire' e creare ampie sinergie fra le parti che hanno promosso e a vario titolo sono state coinvolte nella stesura del documento: l'ex PIM, l'Università, le rappresentanze economiche, Arcipelago come nodo della riflessione 'sociale',...... E ugualmente vanno create sinergie con soggetti come la Triennale che sulla sede dell'EXPO organizzerà una serie di eventi in occasione della prossima Triennale.

Immagino il Centro studi attivamente coinvolto nella promozione di una molteplicità di eventi dai master agli hakaton, in grado di tenere il passo con gli tsounami culturali che caratterizzano questi anni.

Piattaforma nuove cittadinanze: al fine di agevolare i processi di coesione deve essere promosso un punto di incontro-discussione- proposta con le tante comunità che sempre più attivamente operano nella metropoli. A questo fine sarebbe molto importante far tradurre il piano sotto la responsabilità delle singole comunità, per agevolare il processo di coinvolgimento.

Piattaforma connettività: stimola relazioni attive con le altre metropoli italiane e con le reti  internazionali di città (come C40, Rockfeller Foundation per la resilienza urbana, ....) per proporre  programmi attivi che esaltino la capacità di connessione e di esportazione di inziative della metropoli.

Integrazione con PON metropoli, quantitative easing, azioni concertate con la finanza privata: paradossalmente ci troviamo in presenza di una grande offerta di risorse, della quale vanno meglio fatte conoscere le condizioni di 'accesso' alle parti interessate.

Rispetto alla connessione Città metropolitana – PON Metropoli (in attach la sintesi del PON): va resa trasparente la simmetria tra programma ed azioni del Piano metropolitano ed il programma e le linee di finanziamento del PON Metropoli e vanno negoziate con l'Agenzia per la coesione e lo sviluppo eventuali variazioni o iniziative. Uguale azione va sviluppata con il PON Regionale, è una complicazione ma istituzionalmente non si può eludere.

Rispetto al rapporto Città metropolitana – Banche (per l'utilizzo del quantitative easing) e Finanza privata: è fondamentale un'opera di divulgazione delle caratteristiche operative dei progetti metropolitani al fine di agevolare l'utilizzo dei prestiti BEI  e stimolare l'attrazione della finanza privata.

Le azioni pilota: per ora non le sviluppo, mi limito ad accennare potenziali sinergie con gli interlocutori che finora ho incontrato sul tema del Piano strategico metropolitano.

- ripensare le infrastrutture abilitanti: una filiera attivata dal rinnovo del sapere.

Questa azione fa riferimento alle opportunità della legge “La buona scuola”, per la quale si può prevedere un irrobustimento delle azioni di sistema secondo le linee che identifico nel documento che allego;

- ripensare i settori economici abilitanti: l'impresa 4.0. E' un'azione che dovrebbe trovare l'assenso (e spero la spinta) di Assolombarda (a titolo esemplificativo del processo in attach vedi il “Poster Bassano”);

- ripensare l'ambiente: la rivalutazione delle risorse naturali e il loro ruolo per processi produttivi.

Si tratta di allinearsi ai contenuti dell'ex Convenzione millennium oggi Agenda della sostenibilità dell'UNDEP. Sono argomenti su cui le municipalità metropoli hanno registrato un certo ritardo per cui un riallineamento scientifico ed operativo sarebbe importante. Per questa azione ho promosso un panel di interlocutori (in occasione di una giornata di discussione all'EXPO) fra cui Fondazione Cariplo (che sul tema ha promosso sporadici finanziamenti),  la Facoltà di Agraria, INU,...... ;

- una metropoli con una grande mente e un corpo sano: questo è un progetto di sintesi che fa un bilancio di una metropoli le cui capacità sono accresciute dai big data, tesa non a consumare ma a  produrre risorse, il cui valore fondamentale è lo sviluppo della coesione attraverso la crescita delle risorse umane. Vedo l'occasione di aprire un tavolo con gli operatori dei big data e l'occasione per la pubblica amministrazione di esprimere un'idea operativa su un tema così importante. Sul bilancio delle nuove capacità vedo l'ineludibile confronto con le piattaforme di cui al primo punto.

E si chiude così in modo olistico il mio ragionamento. 


Fonte dell'immagine: 
http://www.pianostrategico.cittametropolitana.mi.it/