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vodblogsite New World OrderCreatività, nuovo modo di produrre, nuova organizzazione sociale sono gli input per una progettazione consapevole offerti dall'articolo di Michael Spence New World Order:  Power, Law, Economy  apparso in Foreign Affairs (Luglio/Agosto 2014) il quale sintetizza i contenuti di "Labor Capital and Ideas in the Power Law Economy” di Erik Brynjolfsson, Andrew McAfee, and Michael Spence.
Traduzione di Giuseppe Longhi. 


Questioni principali:
 
• negli ultimi anni l’economia ha beneficiato nazioni con abbondante manodopera a basso costo e coloro che hanno avuto accesso ai capitali a buon mercato, ma le macchine stanno sostituendo a ritmo accelerato molti tipi di lavoro umano ein quanto sono auto-replicanti esse aumentano lo stock di capitale;
• significa che in futuro i veri vincitori non saranno i fornitori di manodopera a basso costo o i proprietari del capitale ordinario – il loro ruolo sarà sempre più ridotto dall'automazione;sarà favorito un terzo gruppo - coloro che sono in grado di innovare e creare nuovi prodotti, servizi e modelli di business;
• la distribuzione del reddito per questa classe creativa assume la tipica forma della legge di potenza - con un piccolo numero di beneficiari e una lunga coda costituita da una moltitudine di lavoratori inoccupati o sottopagati;
• in futuro, le idee saranno gli input scarsi di produzione a scala globale-più scarsi del lavoro e del capitale ed i pochi che forniranno buone idee raccoglieranno enormi vantaggi;
• le sfide più importanti negli anni a venire riguarderanno la capacità di garantire uno standard di vita accettabile per tutti e la costruzione di economie e società inclusive;
• gli studi indicano che i settori di mercato dei paesi industriali avanzati non sono stati generatori netti di lavoro negli ultimi due decenni, questo significa che la creazione di posti di lavoro ora avviene quasi esclusivamente all'interno di un ampio settore non di mercato dove i salari sono tenuti bassi dalla crescente concorrenza dei lavoratori espulsi dai settori di mercato
 
 Problemi legati alla forza lavoro:
 
• la delocalizzazione è spesso solo una fase di transizione verso l'automazione;
• con l’automazione, l'intelligenza artificiale, la robotica, la stampa 3D i lavori ripetitivi saranno presto fatti quasi esclusivamente da robot –in fabbriche particolarmente attrezzate;
• la società cinese Foxconn, che assembla iPhone e iPad impiega oggi più di un milione di lavoratori a basso reddito che saranno sostituiti rapidamente con robot;
• i dati ufficiali cinesi mostrano una flessione di 30 milioni di posti di lavoro nell’industria manifatturiera,pari al 25% del totale, anche se la produzione è aumentata del 70%;
• se l’economia non rincorre la manodopera a basso costo, essa gravita dove il mercato finale permette di ricavare valore aggiunto: accorciando i tempi di consegna, riducendo i costi di immobilizzo;
• le crescenti capacità di automazione minacciano una delle principali strategie dei paesi poveri per attrarre investimenti esterni: i bassi salari per compensare bassi livelli di produttività e di abilità;
• il trend dell’automazione si sta estendendo al di là della produzione: sistemi di risposta vocale interattiva stanno riducendo la necessità di interazione diretta da persona a persona – diminuendo il ricorso ai call center. Ugualmente programmi informatici sempre più affidabili ridurranno il lavoro di traduzione ora spesso fatto nel mondo in via di sviluppo;
• in un numero sempre maggiore di regioni le fonti più convenienti di "lavoro" stanno diventando le macchine intelligenti e flessibili, rispetto agli esseri umani a basso salario reperibili in altri paesi.
 
Problemi legati al capitale:
 
• se il lavoro abbondante e a buon mercato non è più un fattore chiave il progresso economico, allora che cosa lo è?;
•  negli scorsi decenni le quote di reddito nazionale che andavano a capitale e lavoro sono cambiate significativamente:
•     la quota media di lavoro era del 64,3% fra il 1947 e il 2000. Essa è declinata nell’ultimo decennio fino a raggiungere il punto più basso nel 2010: – 57,8%;
•  le recenti decisioni di rientro delle produzioni dall’estero hanno leggermente invertito il trend; ma per essere economicamente competitivi questi nuovi impianti devono essere altamente automatizzati;
•  la quota crescente di capitale digitale provoca una riduzione del prezzo dei nuovi beni di investimento la quale spiega il calo di circa il 50% osservato nella quota del lavoro. Infatti:  
       •         nel libero mercato prezzi più vantaggiosi vanno agli input più scarsi necessari per la produzione;
       •         in un mondo in cui capitali come i software ed i robot possono essere replicati a buon mercato - il loro valore marginale tenderà a scendere;
       •         più basso sarà il valore marginale delle quote aggiuntive di capitale, più tenderà al basso il valore del capitale esistente;
       •         a differenza delle fabbriche tradizionali molti tipi di capitale digitale possono essere aggiunti a valori estremamente bassi: il software può essere duplicato e distribuito a costo    incrementale quasi zero, molti elementi di hardware governati da varianti della legge di Moore diventano rapidamente e costantemente più convenienti nel tempo;
•  il capitale digitale è abbondante, ha bassi costi marginali ed è sempre più importante in quasi tutti i settori, ma se le tecnologie digitali creano sostituti a buon mercato per una serie crescente di posti di lavoro, allora il lavoro diminuisce;
•  tuttavia, se le tecnologie digitali sostituiscono sempre più il capitale allora anche i proprietari del capitale non riceveranno surplus di rendimenti;
• Spence sostiene che la risorsa più scarsa e più preziosa nella " seconda età della macchina", un’era guidato dalle tecnologie digitali e dalle nuove leggi economiche, non sarà il lavoro ordinario, né il capitale ordinario, ma le persone che possono creare nuove idee e innovazioni;
• queste persone hanno sempre avuto un valore economico, ma lo hanno dovuto condividere con il lavoro e il capitale che erano necessari per trasformare le idee in beni di mercato;
• le tecnologie digitali rendono sempre meno necessari sia il lavoro che il capitale ordinario così una quota maggiore della remunerazione delle idee andrà ai creatori, agli innovatori e agli industriosi: le persone con le idee, non i lavoratori o gli investitori, saranno la risorsa più scarsa;
• oggi è possibile codificare molti beni, servizi e processi; una volta codificati possono essere digitalizzati e, una volta digitalizzati possono essere replicati. Copie digitali possono essere realizzate quasi a costo zero e trasmesse in tutto il mondo quasi istantaneamente;
• il rendimento in tali nuovi mercati in genere segue un proprio modello - la legge di potenza, per cui un piccolo numero di giocatori raccoglie una quota sproporzionata di reddito. Questo effetto si dilata grazie alla rete, per cui un vincitore ricava reddito da più mercati;
• Instagram - piattaforma di condivisione di foto – è un esempio estremo di economia digitale in rete: le 14 persone che hanno creato la società non hanno avuto bisogno di un sacco di mano d’opera non qualificata, né di molto capitale, hanno costruito un prodotto digitale che ha beneficiato degli effetti di rete. Esso ha preso piede rapidamente, fatturando in un anno e mezzo quasi 750 milioni di dollari;
• ironicamente alcuni mesi dopo Kodak, che al suo apice impiegava circa 145.000 persone ed ha investito miliardi di dollari in beni capitali, ha dichiarato fallimento;
• anche i top manager hanno beneficiato di un grande salto di reddito:nel 1990 un CEO era pagato in media 70 volte rispetto agli altri lavoratori, nel 2005 il rapporto è di 300 volte.Le ricerche suggeriscono che una porzione di questa crescita è legata al maggior uso di tecnologia informatica, perché la tecnologia amplia le capacità di monitoraggio, di ponderazione, di contatto di un decisore, aumentando il valore aggiunto delle decisioni ampliando le potenziali conseguenze delle sue scelte;
• quando il reddito è distribuito secondo la legge di potenza, la maggior parte dei redditi delle persone sarà al di sotto della media nazionale;
• gli Stati Uniti oggi vantano ancora uno dei più alti livelli al mondo di PIL reale pro capite, ma il loro reddito medio è sostanzialmente rimasto fermo da due decenni.
 
Implicazioni per gli USA:
 
• purtroppo il dinamismo e la creatività che ci hanno reso una delle nazioni più innovative nel mondo sono vacillanti;
• la leadership nel design dipende da una forza lavoro istruita e da cultura imprenditoriale, tuttavia la leadership americana in queste aree è in declino. La quota di laureati rispetto alla popolazione totale è scesa al 12° posto nella graduatoria mondiale;
• nonostante i discorsi dell’imprenditorialità nella Silicon Valley, i dati mostrano che dal 1996 negli Stati Uniti il numero di start-up che impiegano più di una persona è diminuito di oltre il 20%.
 
Implicazioni politiche:
 
• se le tendenze attuali sono globali, i loro effetti locali saranno determinati in parte da politiche sociali e investimenti che i singoli paesi sceglieranno di farenel settore dell’istruzione, nel promuovere l'innovazione e nella creazione di un ambiente favorevole all’impresa;
• attualmente gli Stati Uniti hanno bisogno di fare molto di più in ogni campo
• la globalizzazione non funzionerà a vantaggio di tutti nel breve-medio termine: i lavoratori comuni continueranno a sopportare il peso dei cambiamenti, beneficiandone come consumatori ma non necessariamente come produttori.Senza ulteriori interventicontinuerà ad aumentare la disuguaglianza economica;
• questesfide critiche possono e devono essere affrontate attraverso la fornitura pubblica di servizi di base di alta qualità tra cui l'istruzione, l'assistenza sanitaria e la sicurezza delle pensioni. Tali servizi saranno fondamentali per la creazione di una effettiva parità di opportunità in un contesto economico in rapido cambiamento;
• per quanto riguarda lo stimolo alla crescita economica in generale – una semplice strategia di base:
• incoraggiare gli investimenti del settore pubblico nel breve e medio termine, rendendo tali investimenti più efficienti – per elevarne in modo sensibile il tasso di rendimento;
• mettere in atto un piano di consolidamento fiscale a lungo termine.
 
Conclusione:
 
• se la rivoluzione digitale continua ad avere la forza degli ultimi anniè indispensabile il ripensamento della struttura dell'economia ed il ruolo del lavoro; le future generazioni devono essere messe in condizione di lavorare meno ore e vivere meglio;
• ma il lavoro e le remunerazioni potrebbero risultare distribuiti con maggiore ineguaglianza e con una varietà di conseguenze spiacevoli;
• la realizzazione di una crescita sostenibile, equa e inclusiva richiederà di andare oltre il business asusual;
• occorre iniziare da una corretta comprensione di come le cose stanno evolvendo velocemente e in modo distante dal nostro pensiero abituale.
 
 
Fonte dell'immagine: https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2014-06-04/new-world-order