Sapere, innovazione e rigenerazione urbana
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Riportiamo l'intervento di Giuseppe Longhi all'inaugurazione del corso "Intelligent School Design" dello scorso 12 aprile presso l'Urban Center di Bassano del Grappa.

"Il corso riprende il discorso iniziato prima da Italo Calvino, poi da Giancarlo De Carlo e Sergio Los a Venezia, i quali,  coniugando i nuovi linguaggi cibernetici con la progettualità mediterranea, indicarono alla cultura architettonica la via della contemporaneità.

Purtroppo, com’è noto, il rifiuto dell’accademia di questo approccio avrà il risultato  di allontanare la progettazione dalla via dello sviluppo, contribuendo alla condizione recessiva in cui versano le nostre città e, quindi, il nostro paese.

Infatti, all’inizio degli anni ’70, - per il connubio fra coscienza civile e potenza delle nuove macchine - l’architettura evolve il suo essere, - da arte creativa, ma subordinata alla volontà cogente della committenza (sia essa pubblica o privata) - diventa scienza generativa, - il cui scopo è creare un moto perpetuo di valore e di valori - sfruttando la materia prima inesauribile della creatività dei cittadini.

Questo spiega perché il nostro paese, - di fronte a repentini cambiamenti del quadro strutturale, e quindi, di fronte all’esigenza di generare nuovi progetti  per affrontare il cambiamento - si troverà (e si trova) nella morsa di un sapere conservativo - incapace di rigenerare lo spazio della nostra convivenza e della nostra economia, in sintesi - delle nostra città.

Se la citazione della contemporaneità è un atto dovuto, bisogna prendere atto che quell’epoca è ormai “archeologia”,  come titola una mostra del Centro Canadese di Architettura tenutasi a Montreal l’anno scorso. Oggi il problema è cavalcare creativamente i grandi tsounami che si abbattono sulla nostra società - e sul nostro ambiente, per trasformare - gli eventi imprevisti - in energia.

E questi sono gli tsounami che abbiamo affrontato nella progettazione del nostro corso.

Il primo tsounami riguarda la rinnovata centralità  del sapere, il vero motore dello sviluppo – perché in grado di accrescere le capacità dell’uomo. Da qui l’urgenza del rinnovo della scuola, perché, in coerenza con le direttive europee, educhi all’industriosità, allo scambio continuo di esperienze, all’apprendimento lungo l’intero ciclo della vita. Principi recepiti dal DM 11.4.2013 sulla progettazione sostenibile delle scuole e sviluppati operativamente, con grande intuito e tempestività, dal DPS e oggi supportati dai provvedimenti governativi a favore della riqualificazione delle scuole.

Questo ci porta a proporre un palinsesto di idee per una scuola che si basa sulla creatività, sull’improvvisazione, sulla distanza, sull’intensità delle relazioni, la cui durata abbraccia l’intero ciclo di vita dei cittadini e le cui strutture sono materiali e immateriali.

Il secondo tsounami che abbiamo affrontato è quello del long life learning e della didattica a distanza. Un’opportunità colta grazie all’attiva collaborazione prima dell’Ordine degli architetti di Vicenza e a seguire quella degli Ordini di Treviso, Trento e Venezia, che ha permesso di esplodere a livello regionale le potenzialità del nostro lavoro. Contando sulle sinergie con il DPS, speriamo possa divenire nazionale.

Il terzo tsounami riguarda l’organizzazione fisica delle scuole, specie delle università, che da grandi unità compatte tendono oggi  ad articolarsi in piccole unità di eccellenza, secondo il modello giapponese della scuola cram, dove in piccole unità viene seguito ogni tipo di cittadino, dal bambino al maturo esperto. E’ il modello che abbiamo seguito nella progettazione della scuola di Bassano, una scuola per tutti, in quanto disegnata per accrescere in modo ad-hocratico le capacità di ciascuno.

L’ultimo tsounami riguarda le imprese, che ringrazio per l’adesione al progetto, adesione cui ha contribuito l’industriosità dell’arch. Massimo Vallotto.

Le imprese sono al centro di un triplice vortice: cambiamento di tecnologia imposto dagli standard delle conferenze internazionali sull’ambiente,  imprevedibilità delle ondate di cambiamento per il rapido susseguirsi di innovazioni, livello di interconnettività fra le cose e le persone sempre più alto.

La loro visione sarà contributo e stimolo per lo sviluppo del progetto.

In questo scenario la sede dell’Urban Center è l’embrione di una piattaforma destinata a connettere municipalità, scuola, imprese, cittadini, una sorta di arca di Noè, destinata ad ospitare tutte le parti coinvolte nel cambiamento, per attrezzarle a navigare non solo nel bassanese ma nel mondo globale. Per dimostrare al paese che l’aumento della coesione e delle capacità di tutte le generazioni sono le forze vitali per uscire dalla crisi."

Fonte dell'immagine: Hargroves, Smith, Le ondate dell’innovazione